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Il "ME" di Tiberio Gracco in mostra a Palazzo Pepe di Agropoli

Fino al 30 agosto 2010
Agropoli (Sa) Piazza d'Arte di Palazzo Pepe

ME di Tiberio Gracco

Il Belvedere di Palazzo Pepe, meglio conosciuto come Piazza d’Arte, nello splendido scenario del centro storico di Agropoli, ospiterà, l’opera di Tiberio Gracco dal titolo “Me”.
Antonella Nigro, critico d’arte, così analizza l’opera “La scultura, un nudo accovacciato a grandezza naturale, costituisce l’assunto della ricerca dell’artista. Il “Me”, per fattura e plasticità, rievoca i famosi calchi pompeiani che mostrano, in maniera più che realistica, gli ultimi istanti di vita degli abitanti della città sorpresi nel sonno dall’eruzione del Vesuvio.

 

FRANCESCA WOODMAN

Dal 16 luglio al 24 ottobre 2010
Palazzo della Ragione di Milano

L’esposizione, curata da Marco Pierini e da Isabel Tejeda, realizzata dal Comune di Milano - Cultura e da Civita, in collaborazione con SMS Contemporanea di Siena, l’Espacio AV di Murcia (Spagna) e l’Estate di Francesca Woodman di New York, presenta 116 fotografie tra cui 15 immagini esposte in esclusiva per Milano e cinque video che ripercorrono tutta la carriera dell’artista, interrottasi a 22 anni.

Figlia d’arte - la madre Betty è ceramista e il padre George, pittore e fotografo - Francesca Woodman cominciò a lavorare a soli tredici anni di età, con la sua prima macchina fotografica e l’uso dell’autoscatto. Negli anni a venire, ha continuato a usare se stessa come soggetto privilegiato delle sue foto, rappresentandosi sia in contesti domestici, con la predilezione per ambientazioni vintage e decadenti, che in mezzo alla natura, da sola o con amiche, nel vivo di azioni e performance appositamente progettate.
All’amica Sloan Rankin, che le domandava perché utilizzasse spesso se stessa come modello, la Woodman rispondeva “è una questione di convenienza. Io sono sempre disponibile”. La frase, ironica e schietta, ci aiuta a comprendere da un lato l’aspetto dell’indagine sull’Io e sulla propria intimità che contraddistingueva la sua ricerca, dall’altro la condizione di giovane artista adolescente che negli anni Settanta sosteneva da sola i costi di produzione del proprio lavoro.
Anticipatrice di tendenze e tematiche che connoteranno l’arte contemporanea negli anni successivi ed erede della tradizione artistica occidentale dell’autoritratto, Francesca Woodman colpì la comunità artistica per la maturità e la coerenza concettuale delle opere che creò in nove anni di intensa attività.

 

RINASCIMENTO TRA VENETO E FRIULI (1450 - 1550)

Dal 7 agosto al 17 ottobre 2010
Portogruaro, Collegio Marconi

Cima da Conegliano: San Giovanni Battista (particolare), Vittorio Veneto (TV), museo diocesanoLa storia dell’arte italiana è ricchissima di situazioni territoriali dove le arti si sono espresse in forme originali, in diverso modo autonome.
Di questa straordinaria ricchezza è esempio il territorio compreso tra due fiumi, la Livenza ed il Tagliamento, tra il versante orientale del Veneto e l’area pordenonese del Friuli, territorio storicamente riferito all’antica diocesi di Concordia.
Qui, per un secolo e poco più, due diversissime scuole si sono reciprocamente fecondate: quella veneta e veneziana e quella friulana aperta a influssi nordici, andando a creare un modo autonomo di fare pittura, ma anche scultura e architettura.
Ora una mostra dà conto di questo fenomeno tutt’altro che provinciale. A precederla, anni di ricognizione sul territorio e negli archivi, un convegno di studi in cui tutti i filoni di questo approfondito lavoro sono stati messi a confronto e ulteriormente approfonditi.

”Rinascimento tra Veneto e Friuli. 1450-1550”, questo il titolo dell’esposizione, è il frutto di quella estesa, capillare ricerca.
A promuovere la mostra sono la Regione del Veneto, il Comune di Portogruaro, la Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, la Diocesi di Concordia-Pordenone e la Fondazione Marconi, con il sostegno e la collaborazione di: Provincia di Venezia, Soprintendenza BSAE Friuli Venezia Giulia, Fondazione Santo Stefano, Banca San Biagio del Veneto Orientale.

 

INTERSEZIONI 5: MICHELANGELO PISTOLETTO. Il DNA del Terzo Paradiso

Dal 24 luglio al 3 ottobre 2010
Catanzaro, MARCA, Parco Archeologico di Scolacium (Borgia, Catanzaro)

Un inedito progetto in due sedi realizzato dal maestro dell’Arte Povera con tre nuove installazioni
Mostra a cura di Alberto Fiz

Michelangelo Pistoletto è il protagonista della quinta edizione di Intersezioni, ormai consolidato luogo di contaminazione tra arte contemporanea e archeologia.
L’attesa rassegna, diventata uno degli appuntamenti culturali italiani più importanti della stagione estiva, anche quest’anno si sdoppia. Com’è già avvenuto nel 2009 in occasione della personale dedicata a Dennis Oppenheim, il progetto dal titolo Il DNA del Terzo Paradiso prevede la realizzazione di due mostre organizzate al Parco Archeologico di Scolacium e al museo MARCA di Catanzaro. Entrambi gli appuntamenti sono curati da Alberto Fiz, Direttore Artistico del MARCA.
Si tratta di un’importante occasione per confrontarsi con il lavoro di uno dei maggiori protagonisti della scena internazionale che ha ideato e progettato tre nuove installazioni per gli straordinari spazi del Parco di Scolacium in particolare I temp(l)i cambiano-Terzo Paradiso, Love Difference-Le sponde del Mediterrano e Il DNA del Terzo Paradiso che dà il titolo all’intero progetto.

 

DA FATTORI A CASORATI. Capolavori della collezione Ojetti

Dal 25 giugno al 12 settembre 2010
Viareggio, Centro Matteucci per l’Arte moderna

Per molti versi quella che prende il via il 26 giugno al Centro Matteucci per l’Arte Modena di Viareggio è una mostra-manifesto dell’attività della nuova associazione culturale fondata e voluta da Giuliano Matteucci, conoscitore della pittura italiana dell’Ottocento. Tra i principali obiettivi del Centro: indagare, documentare e presentare l’arte moderna, in particolare il periodo che va dall’Unità d’Italia agli inizi del nuovo secolo, valorizzando il collezionismo d’epoca.

Banco di prova, davvero complesso, è il tentativo di ricomporre un’importante collezioni, quella del noto scrittore e critico Ugo Ojetti, per trent’anni responsabile delle pagine culturali del Corriere della Sera. Un’impresa ai limiti dell’impossibile in ragione dell’impegno necessario per ricostruire uno spaccato il più possibile rappresentativo di quanto egli aveva riunito nella magnifica villa Il Salviatino sui colli di Settignano.

 

De Chirico all’orizzonte. Un’odissea di luce e idee

Fino al al 18 luglio 2010
Complesso Museale di Villa Arbusto, Comune di Lacco Ameno, Isola di Ischia

Nell’ambito dell’evento “Arte e musica a Villa Arbusto: dal Barocco storico alla Metafisica barocca di Giorgio de Chirico”, promosso e organizzato dal Comune di Lacco Ameno  con il fondamentale contributo della Regione Campania, dal 5 giugno al 18 luglio, il Complesso Museale di Villa Arbusto, già sede dal 1999 del Museo Civico Archeologico di Pithecusae, ospiterà un’importante mostra di dipinti e sculture del celebre e geniale artista Giorgio de Chirico (Volos  - Grecia 1888 – Roma 1978). All’interno della  Villetta detta Gingerò saranno esposte ben 33 opere di cui 5 sculture e 28 quadri della collezione Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. L’organizzazione generale dell’evento è coordinata, per conto dell’ente comunale, dal dott. Gennaro De Siano e della dott.ssa Stefania Iapino, mentre l’allestimento e la realizzazione della mostra sono curati dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e dal prof. Paolo Picozza, Presidente della Fondazione, e dalla dott.ssa Katherine Robinson, responsabile della curatela scientifica. Il titolo dell’esposizione, “De Chirico all’orizzonte. Un’odissea di luce e idee”, focalizza il rapporto di de Chirico con la cultura greca, in particolare di quella omerica, e dell’ambito fisico del Mediterraneo, costellato di isole e di rive rocciose, di viaggi e di scoperte, grande bacino di storia e cultura che ha esercitato un ruolo decisivo nella formazione e nell'evoluzione spirituale e materiale dell’artista.

 

OMAR GALLIANI

Dal 15 maggio al 22 agosto 2010, al Musée d’art moderne di Saint-Étienne (Francia), si terrà la personale di Omar Galliani (Montecchio Emilia, 1954). Nello spazio del Cabinet du dessin et art Graphique, 70 disegni ripercorrono la carriera grafica di uno dei maggiori artisti italiani contemporanei.
Omar Galliani, Denti/teeth, dalla serie su Sant?Apollonia, matita nera su tavola, 200 x 185 cm, 2009
La personale, organizzata in collaborazione con Solares Fondazione delle Arti, rientra nel progetto espositivo del museo francese che, dal 2004, ha inaugurato una serie di esposizioni interamente dedicate al disegno, presentando il lavoro di artisti, la cui cifra espressiva più caratteristica risiede in altre espressioni tecniche, come la scultura (Richard Nonas) o la pittura (Arnulf Rainer).

In questo modo, si vuole riabilitare il valore del disegno all’interno dello sviluppo dell’arte contemporanea, promuovendo, al tempo stesso, una nuova discussione e una nuova interpretazione di questo mezzo.
Gli artisti scelti, infatti, siano essi maestri ormai riconosciuti a livello mondiale, sia giovani esponenti che si caratterizzano per una narrativa spontanea, dimostrano come il disegno sia ancora fondamentale per la loro produzione. Infatti, è attraverso il disegno, la linea pura, che passa il concetto che porterà all’esecuzione dell’opera, all’oggettivazione dell’idea.

 

EMILIO ISGRÒ. Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie

Dal 13 maggio al 19 settembre 2010
Marsala, Convento del Carmine

Emilio Isgrò: Agamennone, 2005 57x72 libro e tecnica mistaMostra in occasione delle celebrazioni per il 150°
anniversario dello Sbarco di Garibaldi e dei Mille a Marsala.

L’11 maggio 1860 Garibaldi sbarcava a Marsala e il 14, a Salemi, dichiarava di assumere la dittatura della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele. Era l’avvio della campagna che portò l’intero Regno delle Due Sicilie ad unirsi al Piemonte e all’Italia.

Marsala, la città che accolse Garibaldi in Sicilia, ricorda quello storico avvenimento con una mostra certamente “fuori schema”, lontana da agiografie e rimembranze pur legittime.

Protagonista dell’esposizione è infatti un artista siciliano di oggi, Emilio Isgrò, che per la prima volta qui riunisce, in un unico percorso, le sue opere dedicate alla Sicilia e al suo essere siciliano.

 
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